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Lo Yoga e le sue origini

Lo yoga è un sistema filosofico che nasce in india durante il IV e il VI secolo dopo Cristo. Ha come fondamenti teorici:

  • la concomitanza di una doppia,eterna sostanza,il purusha (l’anima) e il Prakriti (natura corporea)
  • l’esistenza di un processo di evoluzione cosmico che procede nel tempo.
  • l’accettazione della legge del samsara, cioè della reincarnazione.

Narra un’antica leggenda indiana dell’esistenza di un pesce che,avendo scoperto il Dio shiva insegnare alla dea parvati, sua sposa, i segreti dello yoga, prese l’abitudine di ascoltare queste meravigliose lezioni di nascosto. Ma un giorno il pesce venne scoperto dal dio che, infuriato, lo scacciò e lo condannò alla ricerca di un nuovo luogo in cui vivere. Dopo molti anni e dopo molte peregrinazioni, il pesce giunse sulle rive dell’india e, una volta toccata terra, avvenne un miracolo: il pesce si trasformò in un uomo!

Gli abitanti di quei luoghi lo accolsero con gioia fra di loro e lo chiamarono Matsyendra,il signore dei pesci. Grato per l’accoglienza, Matsyendra donò loro le posizioni dello yoga che aveva imparato ascoltando il dio Shiva.

Questa leggenda potrebbe voler significare l’origine, non propriamente autoctona, di questa disciplina e spiegare in modo chiaro e semplice l’insegnamento fondamentale, ovvero sviluppare il contatto con la propria corporeità e attraverso questo arrivare a migliorare se stessi. La stessa cosa che avvenne per il pesce che, dopo aver appreso gli insegnamenti di Shiva, diventò uomo.

Come sistema filosofico, lo yoga ha la sua massima formulazione nello Yogasutra, un testo composto da centonovantaquattro aforismi, suddivisi in quattro libri, attribuito a Patanjali  redatto verso il 300 avanti Cristo.

Nella trattazione e nella pratica occidentale dello yoga, l’ethos indiano è stato ridotto all’essenziale, tanto che solo una parte, la sovrastruttura, viene divulgata. Resta comunque il fatto che si tratta di un eccellente sistema che permette di ripristinare il contatto con la propria corporeità, quel contatto che millenni di filosofia e religione occidentale hanno interrotto, così da poter re-imparare a seguire i ritmi del proprio corpo, le sue gradazioni, il proprio scorrere. Poiche’ gli aspetti “cognitivi” e “affettivi” dell’essere umano sono concomitanti ai desideri.

Lo yoga suggerisce una tecnica per raggiungere questo fine, l’ekagra (dharana): si tratta di concentrarsi, o focalizzarsi, su di un unico oggetto non definito. Esso può essere fisico, sia del corpo (un punto tra le sopracciglia), che esterno (un punto luminoso), che mentale (una verità metafisica). Questo lavoro su di sè porta a prendere coscienza del proprio corpo, in quanto unità di anima e spirito. Inoltre la pratica dello yoga insegna a liberarsi delle abitudini innaturali che sono state acquisite, attraverso una presenza attenta e consapevole si impara a deprogrammare il proprio agire e il proprio pensare. In questo modo diventa possibile padroneggiare ogni azione, ogni gesto, ogni pensiero, ogni sensazione, ogni emozione, il proprio destino: questo è in sostanza l’obiettivo dello yoga. Indifferentemente dal motivo per cui si prende contatto con le tecniche yoga, esse formano comunque un insieme di discipline che portano all’elevazione dell’individuo, esattamente come avviene nella leggenda del pesce diventato uomo. Secondo Patanjali, solo un uomo che ha una vita sana, regolare, armonica, può essere libero e pienamente padrone del proprio agire e del proprio essere. Questo puo’ avvenire con la pulizia del corpo, (cavità nasali, oculari, digiuni purificatori etc.) con un alimentazione sana, con un’attività fisica costante (pratica yoga), con la meditazione.

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